Giuseppe Cilia (2004)

"Gli occhi che non vedranno mai la luce"

 

LA VICENDA

   Riporto, di seguito, uno stralcio di quanto scrive l'Autore: "Mi sono rivolto all'Unione Italiana Cechi chiedendo di aiutarmi in quella che io ritenevo una impresa difficile, che è stato pronto a mettermi in contatto con l'Istituto dei Ciechi. [Durante il mio lavoro di ripresa] alcuni mi raccontavano di essere nati ciechi e di non soffrire assolutamente per questo poiché non conoscevano il mondo come noi lo vediamo, ma lo "vedevano" attraverso il loro tatto o dalla spiegazione di familiari e conoscenti.
   Altri mi raccontavano che le cause della loro cecità erano stati, un incidente o una malattia .... Mi hanno confidato di avere ritrovato, dopo un iniziale sconforto la forza di proseguire la loro vita, il loro lavoro, l'affetto dei familiari, degli amici e dei conoscenti, riequilibrando il proprio stato d'animo per un normale cammino esistenziale.
   Tutto ciò mi ha permesso di constatare la loro capacità di ricominciare, affrontando con impegno e grande forza d'animo questa, per me, terribile condizione e farne un nuovo modo di vivere..."
 
 
 

 IL SIGNIFICATO

   La rassegna è accompagnata sia dal suggestivo testo dello stesso Autore, sia da una presentazione di Giorgio Tani che riporto in stralcio: "Il bianco nero si adatta alla fotografia di reportage. In particolare quando il contenuto umano delle foto è preminente ed occorre la sinteticità di linguaggio affinché il messaggio sia immediato....
   Subito, dalla prima fotografia, comprendiamo il terna trattato, la cecità, e subito il taglio dell'immagine del giovane pianista ci insinua l'idea dell'instabilità di ciò che vediamo e non vediamo. Il portfolio procede poi con figure ambientate, nelle loro azioni quotidiane. Ogni immagine è significativa. L'autore stesso dice che esiste un'altra normalità... Certamente l'anziano pianista suona il suo strumento con un trasporto particolare, e chi lo ascolta, non potendo vedere, sente più intensamente l'armonia del suono.
   L'ultima immagine sintetizza questa normalità alternativa che è il senso di ciò che l'autore ci vuoi dire: due bambini che si scoprono toccandosi il volto, carezzandosi. E' un'immagine che va oltre ogni buio e che vorremmo fosse un segno per altri di luce."

/cirmof/ mostre-2004
Last update:jul 2004