LA VICENDA
Riporto, di seguito, uno stralcio di quanto scrive
l'Autore: "Mi sono rivolto all'Unione Italiana Cechi chiedendo
di aiutarmi in quella che io ritenevo una impresa difficile, che è
stato pronto a mettermi in contatto con l'Istituto dei Ciechi. [Durante
il mio lavoro di ripresa] alcuni mi raccontavano di essere nati ciechi
e di non soffrire assolutamente per questo poiché non conoscevano
il mondo come noi lo vediamo, ma lo "vedevano" attraverso il
loro tatto o dalla spiegazione di familiari e conoscenti.
Altri mi raccontavano che le cause della loro cecità erano stati,
un incidente o una malattia .... Mi hanno confidato di avere ritrovato,
dopo un iniziale sconforto la forza di proseguire la loro vita, il loro
lavoro, l'affetto dei familiari, degli amici e dei conoscenti, riequilibrando
il proprio stato d'animo per un normale cammino esistenziale.
Tutto ciò mi ha permesso di constatare la loro capacità
di ricominciare, affrontando con impegno e grande forza d'animo questa,
per me, terribile condizione e farne un nuovo modo di vivere..."
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IL SIGNIFICATO
La rassegna è accompagnata sia dal
suggestivo testo dello stesso Autore, sia da una presentazione di
Giorgio Tani che riporto in stralcio: "Il bianco nero si adatta alla
fotografia di reportage. In particolare quando il contenuto umano delle
foto è preminente ed occorre la sinteticità di linguaggio
affinché il messaggio sia immediato....
Subito, dalla prima fotografia, comprendiamo il terna trattato, la cecità,
e subito il taglio dell'immagine del giovane pianista ci insinua l'idea
dell'instabilità di ciò che vediamo e non vediamo.
Il portfolio procede poi con figure ambientate, nelle loro azioni quotidiane.
Ogni immagine è significativa. L'autore stesso dice che esiste
un'altra normalità... Certamente l'anziano pianista suona il suo
strumento con un trasporto particolare, e chi lo ascolta, non potendo
vedere, sente più intensamente l'armonia del suono.
L'ultima immagine sintetizza questa normalità alternativa che è
il senso di ciò che l'autore ci vuoi dire: due bambini che si scoprono
toccandosi il volto, carezzandosi. E' un'immagine che va oltre ogni buio
e che vorremmo fosse un segno per altri di luce."
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