Pierluigi Marsigli (2005)

"I colori del popolo brasiliano"

 

LA VICENDA

   I colori del popolo brasiliano può considerarsi un reportage controcorrente, nel senso che l'Autore, nel suo viaggio, si è studiato di riprendere ciò che, di norma, viene ignorato dai turisti che si recano in quel paese dell'America del sud in cerca di sensazioni che in qualche modo trovino riscontro nei preconcetti del nostro immaginario collettivo. Allontanatosi dagli stereotipi che si associano all'immagine mentale di quel mondo, Pierluigi Marsigli ci descrive una realtà umana e sociale evoluta, singoli individui e intere collettività capaci di trasmetterci un senso di grande dignità.

 IL SIGNIFICATO

   Riporto per intero il testo elaborato dallo stesso Autore e che accompagna la rassegna:
   "Il Carnevale di Rio de Janeiro e le mulatte che danzano nel Sambódromo, i tifosi allo stadio di Maracanã, i bambini seminudi che chiedono l’elemosina per le strade, la violenza nelle Favelas, è questa l’immagine più ricorrente nel presentare il Brasile.
   Chi sono e cosa fanno gli altri centottanta milioni di brasiliani? È gente che cammina per le strade vestita di colore, che si ferma a sorseggiare il rituale cafezinho, che passeggia nei numerosi parchi verdi della città in compagnia dei bambini, sorridenti, sereni. Sono persone che si alzano prima dell’alba per recarsi al lavoro, che amano comperare prodotti naturali nei numerosi mercatini di quartiere, o che visitano le fiere domenicali dove si esprime il folclore locale. In altre parole è una maggioranza che si guadagna il pane nelle campagne e nelle città, che studia, che vive spesso con mezzi assai limitati ma che non fa pesare i propri problemi, anzi sorride.
   È questo il popolo che ho fotografato e che non fa da sfondo alla Nazione, ma ne è il protagonista."

/cirmof/ mostre-2005