Vanni Stroppiana (2004)

"Il male dell'anima"

 

LA VICENDA

  "Dell'anima, propriamente, può parlarne solo un Dio. L'uomo può solo accennarne per simboli ed immagini."
Con questo epigramma di Platone Vanni Stroppiana fornisce l'incipit del suo portfolio. Egli come uomo, infatti, fornisce un'iconografia simbolica del male di cui essa può essere afflitta. I toni bassi e forti del bianco e nero che l'Autore predilige per quasi tutti i suoi lavori, bene s'intona con il tema del "male oscuro".

 

 IL SIGNIFICATO

   La rassegna è corredata da un testo letterario a firma di F.D.V. che riportiamo in stralcio:
   "Il male dell'anima si sa cosa vuol dire. Un giorno ci si sveglia e nulla è cambiato nella normalità e nella quotidianità, ma ci si sente meno vivi...
   Queste fotografie ben rappresentano quello stare lì, dove si accalcano pensieri e gesti pesanti, dove tutto si spegne e perde di vita, dove tutto deve passare ma non si sa più come e si attende un altro giorno, quel giorno dal risveglio più luminoso, colorato. Sono la rappresentazione che le parole non sanno dire, o che non bastano per dire.
Sono le immagini dove ciascuno si può specchiare e non averne paura perché tutto si può, anche fermarsi un attimo, breve o lungo, ed aspettare che ritorni la luce, che ritorni la vitalità con un sorriso, uno sguardo, un abbraccio.
   O con un raggio di sole che passa tra le nuvole. Finalmente."
F.D.V.

/cirmof/ mostre-2004
Last update: jul - 2004